Trump e il suo ex avvocato personale riuniti dopo anni di scontri
Cohen, 'perdono non richiede amnesia'. Aveva accusato tycoon sul caso pornostar Daniels
Donald Trump e Michael Cohen, di nuovo insieme in un'intervista radiofonica. A distanza dagli scontri feroci e dagli attacchi reciproci del passato, il presidente Usa ha accettato di parlare con il suo ex avvocato personale e uomo di fiducia ai microfoni di Wabc, network di New York. Nell'intervista di 15 minuti, un estratto della versione che sarà trasmessa domenica, Cohen ha sfiorato il tema del loro rapporto "rianimato", perché i due si sono ormai perdonati a vicenda. Al contrario, l'ex avvocato di Trump, ha lasciato spazio al presidente per esporre le sue posizioni su Iran ("li abbiamo spazzari via" e "presto avremo pieno controllo di Hormuz"), Israele ("non esisterebbe senza di me") e partito democratico ("credo saranno spazzati via alle elezioni di midterm", rilanciando l'accusa di comunismo alla sinistra radicale). Cohen in passato ha paragonato Trump a un mafioso: si è a lui rivolto questa volta chiamandolo "signore" sei volte, "signor presidente" quattro volte e "capo" una: l'ex collaboratore del presidente è stato un testimone chiave contro di lui nel caso dei pagamenti per comprare il silenzio. Nel 2018 Cohen è stato condannato a tre anni di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di diversi reati, tra cui violazioni delle norme sul finanziamento della campagna elettorale legate ai pagamenti fatti - a suo dire su "indicazione" di Trump - all'ex modella di Playboy Karen McDougal e alla pornostar Stormy Daniels. In tribunale aveva duramente criticato Trump, dichiarando che"la mia debolezza è stata la lealtà cieca verso quell'uomo, che mi ha spinto a scegliere la via dell' oscurità". Parlando con la Cnn poco prima della diffusione dell'intervista radiofonica, Cohen ha affermato di aver presentato domanda di grazia, senza averla chiesta direttamente a The Donald. L'aveva fatto già durante l'amministrazione Biden, ricevendo una risposta di diniego. Ha dichiarato di aver ripresentato la stessa domanda sotto l'amministrazione Trump, senza alcuna conferma di ricezione. Non ha voluto rivelare se la loro recente conversazione abbia incluso delle scuse. "Sono molto sereno riguardo alle parole che mi ha rivolto", ha detto Cohen, il perdono non richiede amnesia. Richiede il coraggio di smettere di permettere al passato di dettare il futuro", ha aggiunto.
M.Bancroft--MC-UK